BioenergeticaPsicologia

La psicologia umanistica e bioenergetica

Aristotele e Platone: due importanti radici della psicologia umanistica

In una scena del film Patch Adams, il protagonista, interpretato da Robin Williams, si avvicina a quello che il suo professore definisce “un diabete ad insorgenza giovanile con scarsa circolazione e neuropatia diabetica”, ovvero ad un problema, ad una malattia. Tutti i colleghi si girano sconcertati quando Patch fa la sua domanda: “Come si chiama la paziente?”

Questa scena apparentemente semplice è un buon esempio di un aspetto della cura della persona che purtroppo non è così scontato. Nonostante lo stesso Ippocrate ne parlasse, è solo nell’ultimo decennio che se n’è riscoperto l’importanza in ambito medico e psicologico.

In questo articolo descriverò i princìpi del modello umanistico e bioenergetico, tra cui la centralità della persona e l’importanza data alla relazione terapeuta-paziente (o cliente), al corpo e ai processi emotivi.

La psicologia umanistica moderna affonda le sue radici nel Romanticismo del Diciannovesimo secolo e prima ancora nella filosofia esistenzialista e fenomenologica e, ancora più indietro nel tempo, nel pensiero di Platone e Socrate (De Marchi, 2006). Essa si pone due domande fondamentali: cosa significa essere persone pienamente umane e in che modo possiamo rendere la vita di ognuna ricca e significativa (Schneider e Langle, 2012). La psicoterapia umanistica si occupa delle condizioni psicologiche e sociali per mezzo delle quali l’individuo può conoscere intimamente se stesso e gli altri e, per quanto possibile, realizzare pienamente il proprio essere.

Il complesso approccio umanistico alla ricerca teorica ed alla pratica psicoterapeutica prende in considerazione, piuttosto che teorie meccanicistiche e centrate sul rapporto causa-effetto, temi esistenziali quali la ricerca di significato, la mortalità, la libertà, i valori, i limiti, la creatività, la spiritualità ed i modi in cui questi concetti si declinano nelle realtà personali, interpersonali, sociali e culturali(Schneider e Langle (2012).

Data questa ampiezza di temi e di punti di vista, la psicoterapia umanistica si avvale di un grande numero di modelli che vanno dalla terapia centrata sul cliente(Rogers, 1951) all’analisi transazionale(Berne, 1961) ed alla psicoterapia relazionale(Greenberg e Mitchell, 1983), dalla psicosintesi(Assagioli, 1965) alla Gestalt(Perls et al., 1951), dalle terapie psicocorporee(Reich, 1927, 1949; Lowen, 1958, 1967, 1975a-b, 1980) allo psicodramma(Moreno, 1946) e al drammautogeno(Lo Iacono, 1998), dalla terapia focalizzata sulle emozioni(Greenberg et al., 1993; Greenberg e Johnson, 1988) alla psicoterapia esistenziale(May, 1967, 1969; Laing, 1960; Yalom, 1980; Frankl, 1946) ai contributi di derivazione psicanalitica(Fromm 1956, 1976; Jung, 1921; Reich, 1927, 1949; Freud, 1900, 1905a-b).

I vari approcci umanistici condividono un nucleo centrale di assunti e princìpi in grado di distinguerli come “Terza Forza”rispetto alla scuola comportamentista e a quella psicoanalitica (Maslow, 1954, 1962; Buhler, 1971), tra cui:

    • La centralità di una relazione calda e genuinamente empatica. L’esperienza soggettiva del paziente è più importante di ogni teoria o interpretazione del terapeuta, il quale ha il compito di far luce su tale esperienza, cercando di esplorare empaticamente il mondo del paziente, validandolo a livello emozionale(Rogers, 1951; Fonagy et al., 2002; Fredrickson, 2004; Holmes, 2001; Wallin, 2007).
    • La facilitazione dell’esperienza emotiva del paziente nel momento presente della terapia, intesa come un processo olistico di consapevolezza immediata delle percezioni, delle sensazioni, delle emozioni, del pensiero e delle decisioni. Gli interventi e le risposte del terapeuta sono volti ad approfondire ed a stimolare le sensazioni emotive all’interno di una relazione in cui il paziente senta di poter contattare anche le emozioni più difficili(Siegel, 2010; Main, 1991; Martin, 1997; Goleman, 1995; Lowen, 1967) e in cui divenga il protagonista della creazione e della scoperta o riscoperta di significato dei propri simboli e del loro significato.
    • La fiducia posta sulla tendenza naturale dell’individuo alla crescita ed all’integrazione, alla possibilità di liberarsi da condizionamenti e dalle dipendenze e alla ricerca di una vita piena di significato. L’esperienza interna, legata ai processi di pensiero ed ai processi emotivo-corporei, è vista come la guida fondamentale per l’adattamento consapevole all’ambiente(Lazarus, 1966; 1974). Per questo motivo, il terapeuta ha spesso il compito di centrare l’attenzione propria e del paziente sulla sua esperienza interna e di radicarla alla realtà(Lowen, 1975a).
  • Il rispetto per la storia, le emozioni, i comportamenti e le scelte del paziente, i quali pur potendo essere considerati come “casi” da far rientrare in una categoria diagnostica la cui conoscenza può facilitare il lavoro e la comunicazione tra terapeuti, riguardano fondamentalmente gli aspetti unici, irripetibili, sorprendenti e non etichettabili di un essere umano(Lo Iacono e Sonnino, 2008; Rogers, 1951; May, 1967; Laing, 1960).

In questo quadro generale, si collocano i contributi dei padri del modello umanistico e bioenergetico, che condividono, nella loro diversità, i quattro princìpi sopra esposti. Maslow(1954) descrisse le possibilità dell’uomo di liberarsi dai condizionamenti quando diviene consapevole dei propri bisogni materiali e spiritualiRogers(1951) osservò come fosse possibile rimuovere i blocchi alla tendenza naturale all’autorealizzazione di ogni essere umano attraverso la comprensione empatica, accurata ed autentica delle strutture di riferimento interne del clienteda parte del terapeuta. Rollo May (1967, 1969) ha chiarito che il compito del terapeuta è quello di rimanere disponibile all’incontro con il paziente, senza sforzarsi di inquadrare il problema in schemi teorici, che producono un pensiero astratto ed un innalzamento delle resistenze. Laing(1960) poneva l’accento sull’esperienza e sulla storia della persona malata, piuttosto che sui suoi sintomi, rivelando così quanto la malattia fosse in molti casi l’unica strada percorribile in determinati contesti sociali, come la psicologia sistemica della famiglia conferma. Frankl(1946), che conobbe direttamente la tragedia dei lager nazisti, testimoniò in prima persona che non esiste alcun contesto, per quanto misero o inaccettabile che sia, che escluda in sé la possibilità di dare un significato alla vitaPerlse la Gestalt (1951) hanno chiarito che gli elementi cruciali per una relazione terapeutica sono la sua autenticità, spontaneità e centratura sul momento presente, così come poi dimostrato dai contributi derivati dalla teoria dell’attaccamento e dalla psicologia interpersonale (Wallin, 2007; Fonagy et al., 2002; Holmes, 2001). Lowen, a partire dalla sua esperienza diretta con la psicoterapia corporea di Reich, ha descritto la personalità umana in termini di corporei ed energetici ed ha associato il lavoro sul corpo con quello sulla mente allo scopo di aiutare le persone a sciogliere le tensioni muscolari ed emotive che sono di ostacolo alla risoluzione di problemi esistenziali e relazionali ed alla capacità di provare piacere e gioia di vivere(Lowen 1958, 1975a, 1977). La bioenergetica di Lowen affonda a sua volta le sue radici nei contributi di Wilhelm Reich alla psicanalisi e nel concetto di “carattere” o “corazza muscolare”. Tali concetti si riferiscono a tensioni muscolari che hanno il duplice effetto di difendere l’organismo dal dolore ma anche, cronicizzandosi, di impedirne la sessualità, l’orgasmo ed una sana vita psichica. La corazza si forma durante lo sviluppo ed uno dei processi attivati dalla psicoterapia bioenergetica consiste nel destrutturare gradualmente tali tensioni muscolari per ristabilire un nuovo e più funzionale equilibrio psicofisico (Reich, 1927, 1949).

Assagioli R (1965) Psychosynthesis: a manual of principles and techniques, New York, Hobbs Dormann & Company; trad. italiana Principi e metodi della psicosintesi terapeutica, Roma, Astrolabio, 1973.

Berne E. (1961) Transactional analysis in psychotherapy: a systematic individual and social psychiatry, New York, Grove Press; trad. italiana Analisi transazionale e psicoterapia, Roma, Astrolabio, 1971.

Buhler C. (1971) Basic theoretical concepts of humanistic psychology, American Psychologist (26) 378-86.

De Marchi L., Lo Iacono A., Parsi M.R. (2006) Psicoterapia umanistica, Milano, Franco Angeli.

Fonagy P., Gergeley G., Jurist E.L., Target M.I. (2002) Affect regulation, mentalization, and the development of the Self, New York, Other; trad. italiana Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé, Milano, Cortina, 2005.

Frankl V.E. (1946) Ein Psycholog erlebt das Konzentrationslager, Vienna, Verlag fur Jugend und Volk; trad. italiana Uno psicologo nei lager, Milano, Ares, 1967.

Fredrickson B.L. (2004) The broaden-and build theory of positive emotions, Philosophical Transactions of the Royal Society, 29;359(1449), 1367-78.

Freud S. (1900) Die Traumdeutung, Vienna, Franz Deuticke Verlag; trad. italiana L’interpretazione dei sogni, in Opere(a cura di Cesare Musatti), vol. III, Torino, Boringhieri, 1976-1993.

Freud S. (1905a) Zur Psychopathologie des Alltagslebens, Vienna, Verlag von S. Karger; trad. italiana Psicopatologia della vita quotidiana, in Opere(a cura di Cesare Musatti), vol. IV, Torino, Boringhieri, 1976-1993.

Freud S. (1905b) Drei Abhandlungen zur Sexualtheorie, Vienna, Franz Deuticke Verlag; trad. italiana Tre saggi sulla teoria sessuale, in Opere(a cura di Cesare Musatti), vol. IV, Torino, Boringhieri, 1976-1993.

Fromm E. (1956)The art of loving, New York, Harper & Row; trad. italiana L’arte di amare, Milano, Mondadori, 1963.

Fromm E. (1976) To have or to be?, New York, Harper & Row; trad. italiana Avere o essere?, Milano, Mondadori, 1977.

Goleman D. (1995) Emotional intelligence: why it can matter more than IQ, New York, Bantam Books; trad. italiana Intelligenza emotiva, Milano, Rizzoli, 1996.

Greenberg L.S., Johnson S.M. (1988) Emotional focused therapy for couples, New York, Guilford Press.

Greenberg L.S., Mitchell S.A. (1983) Object relations in psychoanalytic psychotherapy, Cambridge, Harvard University Press; trad. italiana Le relazioni oggettuali nella teoria psicanalitica, Bologna, Il Mulino, 1987.

Greenberg L.S., Rice L.N., Elliott R. (1993) Facilitating emotional change: the moment-by-moment process; New York, Guilford Press; trad. italiana I processi del cambiamento emozionale, Roma, Libreria Ateneo Salesiano, 2000.

Holmes J. (2001) The search for the secure base: Attachment theory and psychotherapy, New York, Brunner-Routledge; trad. italiana Psicoterapia per una base sicura, Milano, Cortina, 2004.

Jung C.G. (1921) Psychologische Typen, Zurigo, Rascher Verlag; trad. italiana Tipi psicologici, Roma, Astrolabio, 1948.

Laing R.D. (1960) The divided Self: an existential study in sanity and madness, Harmondsworth, Penguin; trad. italiana L’Io diviso, Torino, Einaudi, 1969.

Lazarus R.S. (1966) Psychological stress and the coping process, New York, McGraw-Hill.

Lazarus R.S., Folkman S. (1974) Stress, appraisal and coping, New York, Springer.

Lo Iacono A. (1998)Drammautogeno. Arte della psicoterapia, Roma, Lilith.

Lo Iacono A., Sonnino R. (2008) Respirando le emozioni – Psicofisiologia del benessere, Roma, Armando.

Lowen A. (1958) The language of the body, New York, Macmillian; trad. italiana Il linguaggio del corpo, Milano, Feltrinelli, 1978.

Lowen A. (1967) The betrayal of the body, New York, Macmillian; trad. italiana Il tradimento del corpo, Roma, Edizioni Mediterranee, 1982.

Lowen A. (1975a) Bioenergetics, New York, Coward McCarin & Georgen Inc; trad. italiana Bioenergetica, Milano, Feltrinelli, 1983.

Lowen A. (1975b) Depression and the body, New York, Macmillian; trad. italiana La depressione e il corpo, Roma, Astrolabio, 1980.

Lowen A. (1980) Fear of life, New York, Macmillian; trad. italiana Paura di vivere, Roma, Astrolabio, 1982.

Lowen A. & Lowen L. (1977) The way to vibrant health, New York, Harper & Row; trad. italiana Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica: manuale di esercizi pratici, Roma, Astrolabio, 1979.

Main M. (1991) Metacognitive knowledge, metacognitive monitoring, and singolar (coherent) vs. multiple (incoherent model of attachment: findings and directions for future research, in Parkes, Stevenson-Hinde and Marris (1992) Attachment across the life cicle, New York, Routledge; trad. italiana L’attaccamento nel ciclo della vita, Roma, Il Pensiero Scientifico, 1995.

Martin J.R. (1997) Mindfulness: A proposed common factor, Journal of psychotherapy integration, 7:4 291-312.

Maslow A. (1954) Motivation and personality, New York, Harper & Row; trad. italiana Motivazione e personalità, Roma, Armando, 1992.

Maslow A. (1962) Toward a psychology of being, New York, Wiley; trad. italiana, Verso una psicologia dell’essere, Roma, Astrolabio, 1971.

May R. (1967) Psychology and human dilemma, New York, Van Nostrand; trad. italiana La psicologia e il dilemma umano, Roma, Astrolabio, 1970.

May R. (1969) Love and will, New York, Norton & Company; trad. italiana L’amore e la volontà, Roma, Astrolabio, 1971.

Moreno J.L. (1946) Psychodrama, New York, Beacon House; trad. italiana Manuale di psicodramma: il teatro come terapia, Roma, Astrolabio, 1985.

Perls F., Hefferline E., Goodman P. (1951) Gestalt Therapy: excitement and growth in the human personality, New York, Bantam; trad. italiana La terapia della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana, Roma, Astrolabio, 1971.

Reich W. (1927) DIe Funktion der Orgasmus, Zurigo, Internationaler PsychoAnalytischer Verlag; trad. italiana La funzione dell’orgasmo, Milano, Sugarco, 1969.

Reich W. (1949) Charakteranalyse, Rangeley, Wilhelm Reich Infant Trust Fund.; trad. italiana Analisi del carattere, Milano, Sugarco, 1973.

Rogers C.R. (1951) Client-centered therapy: its current practice, implications and theory, Boston, Houghton Mifflin; trad. italiana Terapia centrata sul cliente, Firenze, Giunti, 1970.

Schneider K.J, Langle A. (2012) The renewal of humanism in psychotherapy, Psychotherapy, 49 427-9.

Siegel D. (2010) The mindful therapist: a clinician’s guide to mindsight and neural integration. A sensorymotor approach to psychotherapy, New York, Norton & Co.; trad. italiana Il terapeuta consapevole: guida per il terapeuta al mindsight ed all’integrazione neurale, Sassari, Istituto di Neuroscienze Cognitive, 2013.

Wallin D. (2007) Attachment in psychotherapy, New York, The Guildford Press; trad. italiana Psicoterapia e teoria dell’attaccamento, Bologna, Il Mulino, 2009.

Yalom I.D. (1980) Existential psychotherapy, New York, Basic Books.

Iscriviti alla newsletter

Per ricevere le notifiche sui nuovi articoli ed eventi di interesse psicologico che saranno pubblicati su questo sito

Leave a Reply